Macchie d’Inchiostro – UN TEST OCULARE PER RICONOSCERE CHI E’ SOPRAVVISUTO AL CORONAVIRUS

Pupille dilatate, iridi alterate, ai tempi del Coronavirus basta aprire internet per leggere di tutto. Del resto Umberto Eco c’aveva visto lungo affermando che il mondo della rete ha dato diritto di parola agli imbecilli che prima parlavano solo al bar dove, per giunta, venivano messi subito a tacere.
Le fake news sono dietro l’angolo ed è sempre più difficile smascherarle. Ma nel marasma delle false notizie ce n’è una che potrebbe essere confusa per una di queste ma che in realtà ha un fondamento di verità: chi è sopravvissuto al Covid-19 sarà riconoscibile dagli occhi. Il primo test è stato un successo. È talmente immediato e semplice che chiunque potrà farlo comodamente da casa, anche gli asintomatici.
IL TEST. Tutto è partito da un ex sportivo 55enne dalla vita molto movimentata. Promessa del basket, ha poi deciso di dedicarsi alla pittura e, infine, è riuscito a realizzare un altro suo grande sogno, la politica, diventando a 36 anni uno dei sindaci più giovani della sua città. Prima di dover affrontare la pandemia ha dovuto fare i conti con un altro periodo difficile: un terribile terremoto che ha distrutto la sua terra e ha mietuto diverse vittime. Lo scorso marzo il coronavirus si è manifestato con tutta la sua veemenza in tutta Europa toccando, inevitabilmente, anche il suo paese. Nelle fasi concitate dell’emergenza ha deciso di aiutare un amico che durante il sisma gli aveva teso la mano. L’amico in questione si chiama Italia e quell’uomo misterioso si chiama Edi Rama, primo ministro albanese che ha deciso di inviare in Italia un folto contingente di medici e infermieri dall’altra parte dell’Adriatico. “Non abbiamo perso la memoria. L’Italia è anche casa nostra”, ha dichiarato salutando i camici bianchi che stavano salendo sull’aereo per raggiungere le zone rosse.
I RISULTATI. Un gesto che può aver cambiato la sua vita ma soprattutto quella del suo amico. Al di là dell’aiuto concreto, il suo vero contributo alla causa italiana è stato del tutto involontario ma le conseguenze saranno rivoluzionare. Alla notizia dell’arrivo del contingente gli italiani, tutti, hanno ringraziato il popolo albanese riconoscendogli coraggio e generosità. In un attimo sono stati spazzati via tutti quei pregiudizi, dopo vent’anni ancora radicati, con cui sono stati etichettati i tanti albanesi che a partire dagli anni ’90 del secolo scorso sono arrivati in Italia, fuggendo da guerre e miseria. Non c’è da meravigliarsi: il pregiudizio nasce da una mancanza di conoscenza dell’altro e l’unico vaccino in grado di sconfiggerlo è l’empatia, ossia mettersi nei panni dell’altro soprattutto in un momento di difficoltà e guardare il mondo dalla sua prospettiva. La solidarietà degli albanesi ha avuto il merito di togliere quella patina di indifferenza e, peggio ancora, di preconcetti e false credenze che coprivano lo sguardo di molti italiani.
L’anatomia non c’entra nulla. Ma è proprio vero: chi sopravvivrà al coronavirus avrà occhi diversi.

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