Piani pandemici. Pandemia scoppiata per cittadini irresponsabili o vittime di un sistema che non ha funzionato?

E’ dal 2003, con l’aviaria che l’Italia ha come dote sanitaria un piano per fronteggiare le pandemie, i cosiddetti Piani Pandemici. I piani pandemici sono dei programmi che se seguiti alla lettera metterebbero al riparo i cittadini da un inferno sanitario.

L’Oms, dopo l’epidemia della Sars nel 2003, ha obbligato tutti i governi a dotarsi di un piano per combattere eventuali pandemie. Nel 2005 sono state dettate, sempre dall’Oms, le linee guida per arrivare alla stesura dei vari piani. Nel 2016 è stato aggiornato quello del 2003. Ma vi è di più. Durante la 70esima Assemblea Mondiale sulla sanità che si è tenuta a Ginevra nel 2017 la conferenza mondiale. Durante i lavori è stata prevista anche la Preparazione alla Pandemia influenzale.

Nel Piano del 2016 si legge testualmente “L’operatività del Piano sarà valutata con esercitazioni nazionali e regionali, cui parteciperanno tutte le istituzioni coinvolte in caso di pandemia. Il presente Piano è suscettibile di periodiche revisioni, al cambiamento della situazione epidemiologica.”

Ma il punto cruciale è a pagina 5 “Finora, non ci sono evidenze che il virus H5N1 abbia la capacità di trasmettersi da uomo a uomo, tuttavia, in caso di emergenza di un nuovo virus influenzale che abbia acquisito tale capacità, la maggiore mobilità della popolazione a livello mondiale e la maggior velocità dei mezzi di trasporto, renderebbero particolarmente problematico il controllo della diffusione dell’infezione”. sembrerebbe un piano redatto da chi sta vivendo oggi l’incubo pandemico ed è poi ritornato indietro negli anni per redigere la strategia di lotta.

cosa dice ancora il piano

L’incertezza sulle modalità e i tempi di diffusione determina la necessità di preparare in anticipo le strategie di risposta alla eventuale pandemia, tenendo conto che tale preparazione deve considerare tempi e modi della risposta. Infatti, se da una parte un ritardo di preparazione può causare una risposta inadeguata e conseguenti gravi danni per la salute, dall’altra, qualora l’evento non accada, un investimento eccessivo di risorse in tale preparazione può, in un quadro di risorse limitate, causare sprechi e stornare investimenti da altri settori prioritari. L’OMS raccomanda a tutti i Paesi di mettere a punto un Piano Pandemico e di aggiornarlo costantemente seguendo le linee guida concordate.

Il Piano si sviluppa secondo le sei fasi pandemiche dichiarate dall’OMS:

Periodo interpandemico

 Fase 1. Nessun nuovo sottotipo di virus influenzale isolato nell’uomo. Un sottotipo di virus influenzale che ha causato infezioni nell’uomo può essere presente negli animali. Se presente negli animali, il rischio di infezione o malattia nell’uomo è considerato basso.
Fase 2. Nessun nuovo sottotipo di virus influenzale isolato nell’uomo. Comunque, la circolazione negli animali di sottotipi virali influenzali pone un rischio sostanziale di malattia per l’uomo Livello 0: assenza di rischio all’interno della Nazione Livello 1: presenza di rischio nella Nazione o presenza di intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi a rischio
Periodo di allerta Pandemico 
Fase 3. Infezione nell’uomo con un nuovo sottotipo, ma assenza di trasmissione da uomo a uomo, o solo rare prove di trasmissione in contatti stretti. Livello 0: assenza di infezioni nella Nazione Livello 1: presenza di infezioni nella Nazione, o presenza di intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi affetti
Fase 4. Piccoli cluster con limitata trasmissione interumana e con diffusione altamente localizzata, che indicano che il virus non è ben adattato all’uomo Livello 0: assenza di piccoli cluster nella Nazione Livello 1: presenza di piccoli cluster nella Nazione o presenza di intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi dove sono stati rilevati cluster di malattia
Fase 5. Grandi cluster, ma diffusione interumana ancora localizzata, che indicano che il virus migliora il suo adattamento all’uomo, ma non è ancora pienamente trasmissibile (concreto rischio pandemico). Livello 0: assenza di grandi cluster nella Nazione Livello 1: presenza di grandi cluster nella Nazione o presenza di intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi dove sono stati rilevati grandi cluster di malattia
Periodo Pandemico
Fase 6. Aumentata e prolungata trasmissione nella popolazione in generale. Livello 0: assenza di casi nella popolazione nazionale Livello 1: presenza di casi nella Nazione o presenza di intensi collegamenti o scambi commerciali con Paesi dove la pandemia è in atto Livello 2: fase di decremento Livello 3: nuova ondata
Periodo postpandemico

Piani attuati delle regioni

Piani attuativi delle regioni

Le regioni, si legge nell’allegato al Piano pandemico, dovranno attuare misure di prevenzione e controllo dell’infezione.

  Misure di sanità pubblica

• Preparare piani di informazione sanitaria per promuovere l’adozione delle comuni norme igieniche nella popolazione e definire le modalità di attuazione delle campagne informative 

Stimare il fabbisogno di DPI e di kit diagnostici e mettere a punto piani di approvvigionamento e distribuzione

Recepire i protocolli di utilizzo di DPI per le categorie professionali a rischio 

• Attuare le indicazioni predisposte a livello centrale sulle modalità per l’isolamento dei pazienti con sintomatologia sospetta a livello domestico o in apposite aree attrezzate di strutture pubbliche. 

  • Attuare le indicazioni predisposte a livello centrale sulle modalità di attuazione dell’isolamento, quarantena e sorveglianza attiva dei contatti

• Attuare le indicazioni predisposte a livello centrale sulle modalità per la  chiusura delle scuole o di altre comunità  e/o la sospensione di manifestazioni e di eventi di massa, per rallentare la diffusione dell’infezione 

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