UN BRINDISI CON LO SCATTONE PER SALVINI E MARONE

Satira politica

Per chi ha ancora in mente il Salvini versione estiva tutto Papeete e mojito dovrà ricredersi: la bella stagione del leader leghista è iniziata in modo del tutto diverso rispetto alla precedente. Gli occhiali marroni di celluloide, un po’ demodé, da topo di biblioteca, già lasciavano presagire un cambio di rotta del capitano. Del resto l’emergenza Covid ha fatto riscoprire la categoria degli esperti, quelli che vanno poco in discoteca e passano le giornate a studiare sui libri. Allora ecco il Salvini intellettuale che “smanetta” con i numeri così come dodici mesi fa faceva con le piastre da dj.

Ma il senatore del Carroccio pare essere entrato proprio nel personaggio. Dopo aver allattato un vitellino (nella sua ultima visita a Rionero Sannitico), ha deciso di vestire i panni del buon alleato, lasciando il via libera a Forza Italia e Fratelli d’Italia per la scelta del candidato presidente alle prossime regionali in Puglia e Campania. A Salvini spetterà il Molise, dove il fronte leghista non sta navigando in buone acque. Il partito, sotto la guida del commissario Colla, sta cercando di ricomporre i cocci rottisi a seguito delle numerose fronde interne, l’ultima delle quali provocata dalla volontà da parte dei vertici nazionali del partito di voler nominare a tutti i costi un assessore regionale esterno nella giunta Toma. Domenico Ciccarella, il primo dei non eletti della Lega alle scorse regionali, non ha gradito lasciando il partito. Così come non hanno gradito tanti inquilini di Palazzo D’Aimmo che in questi mesi si erano avvicinati (o riavvicinati) al Carroccio e che sono rimasti con il cerino in mano. Motivo per cui l’incarico assegnato a Michele Marone rischia di essere ricordato come uno dei più brevi della Regione Molise (il record, sempre in questa legislatura è del fedelissimo del governatore, Maurizio Tiberio). Toma e la Lega, ormai uniti indissolubilmente, devono fare i conti con lo spettro della mozione di sfiducia, presentata da grillini e Pd e che potrebbe ottenere in aula qualche voto favorevole da parte dei consiglieri dissidenti. Venerdì prossimo, in una riunione di maggioranza che già si preannuncia infuocata, il governatore dovrà trovare la quadra e, probabilmente, sarà costretto a fare dietrofront sull’assessorato, destituendo Marone e nominando un interno, altrimenti c’è il serio rischio di tornare a casa. Sempre venerdì il capitano Salvini potrebbe tornare nuovamente in Molise (la visita è ancora da confermare), facendo tappa a Termoli. Forse incontrerà l’amico Marone per comunicargli la necessità di un suo passo indietro per il bene del partito e del centrodestra, anche in vista della prossima tornata elettorale che, chissà, potrebbe vedere proprio l’avvocato termolese protagonista nel centrodestra.

L’ultima visita nella città adriatica di Matteo risale a un anno fa. Paparazzi, solito show in un lido termolese con foto, abbracci e brindisi con cocktail. Ma, come detto, questi sono altri tempi. All’occhialino vintage e al clima che si respira nella Lega si addice di più una bella tazza di “scattone”, tipica bevanda molisana preparata con acqua bollente, un po’ di pasta fresca e vino…Un vero e proprio toccasana, non solo per i malanni influenzali ma anche per quando ci si sente giù di morale. E poi chissà, dal Salvini intellettuale, che ha passato la quarantena sui libri, ci si può aspettare di tutto, anche l’annuncio di una nuova cura per il coronavirus…Rigorosamente a base di SCATTONE molisano. Cin Cin!

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