ROMAGNUOLO ACCETTA L’INVITO: SARÀ ASSESSORE… MA LA BUSTA PER TOMA POTREBBE CHIUDERSI

Satira politica

Se fosse stata ospite a “C’è posta per te” non solo avrebbe accettato l’invito ma la busta l’avrebbe aperta già da un bel po’ e, se non ci fosse stato il distanziamento sociale, probabilmente avrebbe persino abbracciato chi si trovava dall’altra parte, ossia il presidente Toma. Sarà Aida Romagnuolo la sostituta dell’assessore esterno, Michele Marone. La nomina potrebbe arrivare già nelle prossime ore. Le richieste degli undici sono state accolte dal sottosegretario Quintino Pallante, nelle vesti di Maria De Filippi, e dall’assessore Vincenzo Cotugno. Sono stati loro a ricevere l’incarico dal governatore di trovare la quadra ed evitare che qualcuno dei suoi potesse votare la mozione di sfiducia già presentata dalle opposizione e che presto arriverà in aula. In un fine settimana rovente, nel confessionale di Campodipietra, ognuno ha messo sul banco il suo personale conto…Chi voleva fare l’assessore, chi il Presidente del Consiglio e così via. Alla fine a spuntarla sono stati Aida Romagnuolo e Salvatore Micone. Quest’ultimo, al giro di boa di novembre, lascerà lo scranno più alto di Palazzo D’Aimmo per trasferirsi in via Genova a discapito di uno dei due assessori di Forza Italia, molto probabilmente Di Baggio, chiamato a fare il sottosegretario. A Pallante, invece, la presidenza del Consiglio.

Venerdì sembrava tutto fatto; mancavano solo le firme da apporre sotto il documento da consegnare a Toma, anch’egli desideroso di aprire la busta. Appuntamento al giorno successivo per i dettagli. Peccato, però, che l’invito di Pallante, alias Maria De Filippi, per la trasmissione del sabato sera è stato declinato dalla Calenda e dai forzisti Di Baggio e Cavaliere che di sacrificarsi non ci pensano proprio.

Cosa succederà ora? Toma, con parte della maggioranza, è pronto a forzare la mano e procedere al valzer delle poltrone. Ma la coperta è sempre troppa corta e accontentare oggi qualcuno significa danneggiare qualche altro. Un vero e proprio rebus per il governatore e per i suoi fedelissimi. Se le cose dovessero rimanere così, numeri alla mano, i sicuri (compreso Toma) che non voteranno la sfiducia saranno solo nove su 21 consiglieri. Questo vuol dire E’ facile comprendere che è necessario ricucire subito lo strappo, altrimenti sì, questa volta la busta si chiuderà definitivamente!

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